Il Giro Granata in 100 Giorni – Giuseppe Pucciarelli

“Andiamo, prendi la sciarpa e la bandiera e vieni con noi. Portiamo il vero tifo in tutta Italia e nelle città. La Curva la coloriamo di granata e in cielo si alzerà il coro per i campioni, Salernitana vinci per gli Ultras”. L’Unione Sportiva Salernitana ha celebrato in questo 2019 i suoi primi cento anni di vita. Festeggiamenti culminati il 19 giugno, Compleanno della Bersagliera (così è affettuosamente soprannominata dai suoi sostenitori la Salernitana), con un meraviglioso corteo tutto colorato di granata che ha invaso pacificamente le vie di Salerno e al quale hanno partecipato la maggior parte di calciatori, allenatori e dirigenti che hanno avuto la fortuna di intersecare per qualche anno le proprie carriere professionali con la Salernitana. Salerno, la splendida città incastonata tra la Costiera Amalfitana e quella Cilentana, protetta dall’alto dai bastioni del Castello d’Arechi che ancora oggi domina imperante sul Monte Bonadies. Una città con tanti figli illustri e che ha dato i natali a una bambina diventata quest’anno arzilla ma meravigliosa Centenaria: la Salernitana, la figlia prediletta. Una figlia che in un secolo di vita ha riservato a Salerno e ai Salernitani gioie e dolori. Sentimenti che sono esplosi tra le mura cittadine, a partire dall’iniziale Piazza d’Armi (dove oggi sorge, nel cuore di Pastena, nella zona Orientale della città, la Caserma Angelucci) passando per lo Stadio nato prima come “Littorio” sotto il regime fascista, poi “Comunale di Via Nizza” e infine intitolato nel 1952 a Donato Vestuti (pioniere del calcio salernitano, fondatore dell’FBC Salerno, antesignano della Salernitana) con indirizzo in Piazza Renato Casalbore (giornalista salernitano, ideatore di “TuttoSport” e perito il 4 maggio 1949 nella tragedia aerea di Superga che pose fine alla Leggenda – anche quella granata – del Grande Torino). E infine, dal 9 settembre 1990, allo stadio piazzato sulla litoranea orientale, a due passi dal mare, e intitolato ad Arechi II, il Principe Longobardo che – per ovvi motivi storici – dà il proprio nome anche al sopracitato bastione protettivo di Salerno. Ma, altrettanto, forti e passionali sono le gioie e dolori che la Salernitana ha dato ai propri tifosi anche quando si è recata in trasferta. E proprio questo aspetto si è voluto evidenziare in questo libro. Abbiamo voluto accompagnare i cento giorni che conducevano al 19 giugno 2019 con una sorta di viaggio immaginario che ha come filo conduttore le avventure della Salernitana in trasferta. Quale tifoso della Bersagliera non ha pianto di gioia al gol di Di Bartolomei al “Fanuzzi” di Brindisi che sigillava il ritorno dei granata in Serie B dopo 23 anni? Quale sostenitore della Bersagliera non ha rischiato di rompere le molle del divano di casa alla rete di Lazzaro al 94′ in un indimenticabile derby al San Paolo contro il Napoli? Quale supporter granata non ha versato amare lacrime dopo che Marulla salvò il Cosenza e riportò la Salernitana nell’inferno della C in quel drammatico spareggio di Pescara? Racconteremo questo. Ma racconteremo anche tanto, tanto altro meno noto ai più e accaduto in luoghi spesso dimenticati ma dove la Salernitana ha scritto pagine importanti della sua storia. Quindi, prendete la valigia. E viaggiate con la Salernitana. Tutta l’Italia parlerà granata.

 

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